
...





L’a. è un metallo bianco lucente che fonde a 960,5 °C e bolle a 2212 °C; ha durezza Mohs 2,5-3 e densità 10,5 g/cm3; è, dopo l’oro, il metallo più malleabile; conduce l’elettricità e il calore meglio di tutti gli altri metalli (ha resistività elettrica a 20 °C pari a 0,016 μΩ∙m e conducibilità termica a 25 °C pari a 429 W m−1K−1). Come metallo nobile non si ossida all’aria né a caldo né a freddo, si scioglie facilmente in acido nitrico e, soltanto a caldo, in acido solforico concentrato; l’acido solfidrico lo attacca con formazione di solfuro. A freddo è ossidato dall’ozono. Nei suoi composti, l’a. si comporta principalmente da monovalente. Reazioni dello ione a. in soluzione acquosa sono la precipitazione dell’ossido per aggiunta di idrossidi alcalini, del carbonato (che a caldo si decompone in ossido e anidride carbonica) per aggiunta di carbonati alcalini, del fosfato per aggiunta del fosfato bisodico, degli alogenuri (solubili in molti mezzi per formazione di ioni complessi) per aggiunta di alogenuri alcalini, del solfuro per azione dell’idrogeno solforato. I sali di a. si distinguono per la facilità con la quale si riducono a metallo, per azione, per es., dello zinco metallico o dello ione ferroso. La determinazione quantitativa dell’a. può avvenire per via gravimetrica come cloruro di a. o a. metallico, per via elettrolitica con deposizione di a. metallico al catodo della cella di elettrolisi, per via volumetrica titolando con soluzioni di cloruro o di solfocianuro.
L’a. è impiegato, in genere in lega con rame e oro, nella fabbricazione di oggetti ornamentali, di monete, di posaterie ecc. È inoltre usato nell’argentatura elettrolitica, nella fabbricazione di apparecchi chimici da laboratorio resistenti alla corrosione, in chimica organica come catalizzatore, in elettrotecnica per conduttori, contatti ecc.; molti composti dell’a. hanno interesse tecnico (fotografia, medicina, galvanoplastica ecc.)."
Fonte: Treccani.it

Art Direction XYZForse non è così che si traduce in latino “legge a favore dei ladri” (fur, furis) commento che ho pensato ieri sera sentendo che era stata approvata la nuova legge “sul processo breve e prescrizione breve per gli incensurati”
Sono convinto che l’indignazione che debba coinvolgere OGNI cittadino dopo tale approvazione alla camera vada al di là della sua visione politica.
Il principio su cui si dovrebbero basare tutte le leggi è che la legge (appunto) sia UGUALE per TUTTI.
Incensurati e non incensurati.
Partendo da questo punto mi domando perché se IO commetto un crimine e sono incensurato, devo avere dei vantaggi di fronte alla legge rispetto a chi non è incensurato?
Ma ancora di più non riesco a capire neanche il concetto di “Prescrizione”. So cosa vuol dire, ma perché lo devo accettare?
Se una persona ha o non ha commesso un reato è c’è un processo per dimostrare la sua innocenza o colpevolezza, perché ci deve essere la prescrizione? IO da cittadino italiano onesto voglio sapere se è colpevole o meno.
E’ una vergogna che chi CI governa abbia in testa questo mezzo per risolvere i problemi cha ha la giustizia italiana: EVITARE DI DIMOSTRARE L'INNOCENZA O COLPEVOLEZZA DELLE PERSONE ACCORCIANDO I TEMPI PER CUI UN REATO E’ PERSEGUIBILE. Questo è la prescrizione.
Si dovrebbe cercare il mezzo per arrivare prima alla verità dei fatti (o alla verità davanti al tribunale). Si dovrebbe trovare il modo di far difendere meglio l’innocente o colpire più incisivamente il colpevole.
Pensando poi che tra avvocati, spese processuali, varie ed eventuali, poter “allungare” un processo portandolo alla prescrizione è costoso, si crea un altro step di distinzione oltre a quelli che già sono nella legge: chi ha la forza economica per allungare il processo e chi non ha questa capacità. Tra “ricchi” e “poveri”.
Quindi la frase “La Legge è uguale per Tutti” diventa “la legge è uguale per tutti ma: se uno è incensurato, se uno è ricco…”
Al di là della “fede” politica, al di là di quali processi vadano in prescrizione o meno, non credo che nessuno di NOI cittadini onesti e che rispettiamo le leggi dobbiamo, avere una tale visione delle Leggi che protegga i nostri diritti.
Poi, e peggio ancora, la totalità della NOSTRA classe politica, sta dimostrando che il principio su cui si basa la NOSTRA società, la società in cui viviamo è la “non responsabilità dei fatti che commettiamo”. Sta dicendo “tranquilli c’è sempre una via per evitare di assumersi le responsabilità”.
Io sono cresciuto pensando che la differenza tra uomo e bambino sia il fatto che l’uomo si assume le proprie responsabilità, il coraggio(?) delle proprie scelte e colpe. Ma oggi siamo sempre in prima fila a raccogliere gli elogi, e sempre pronti a trovare delle scuse per le nostre colpe. E credo in qualche maniera a non crescere mai.
Quando insegnavo, chiedevo ai miei allievi nel momento in cui assegnavo un’esercitazione, di pensare che stessero eseguendo un lavoro, e che loro erano nella catena del processo lavorativo. La consegna che veniva data per la presentazione del lavoro era tassativa, pensando poi che le loro immagini dovevano proseguire per la stampa, ecc..
Anche in quel caso, c’erano alcuni che, non rispettando la consegna, la prima cosa che erano soliti fare era trovare delle scuse, qualsiasi, fino a dire in chiusura “tanto siamo a scuola, per un lavoro vero non lo farei…”
Non è così: l’individuo assume nel crescere una forma mentis che lo segue nel suo Vivere, nel suo fare.
Ed è questo che la classe politica/dirigenziale del nostro paese Italia sta insegnando e dettando come strada da seguire.



"E quando finalmente arrivai nell'East End, scoprii con soddisfazione che non avevo più paura della folla. Ero entrato a farne parte. Il mare vasto e maleodorante si era richiuso sopra di me, o mrglio mi ci ero immerso dolcemente, e non c'era nulla di terribile in questo"

"Se non è tutto a posto… Il disordine spiegato in una foto per Kis
Un set in cui gli uomini volano e le borsette prendono vita potevamo trovarlo solo a Milano.
Sotto la direzione del fotografo Marco e della sua troupe abbiamo seguito i due attori in una giornata di riprese fotografiche. Ne è nata una campagna dal sapore ironico e surreale che uscirà nei prossimi giorni sulle pagine di importanti riviste italiane "
Così lo studio Lokomotive (Ideas Engine) di Treviso descrive la campagna che ho realizzato con loro per KIS. Grazie a Riccardo ed alla sua equipe, alla loro idea ed alla disponibilità nell'affidarci il progetto, io e la "mia" troupe abbiamo realizzato le due immagini che vedete sopra.
Per la precisione la mia troupe non è proprio mia, e sono: Salima Arfoudi, Stylist; Jacopo Lettenmayer, Scenografo; Zaira Fontaneto, Make-up & Hair; Francesco Pizzo, Assistente.
Potete vedere anche il backstage al link CampagnaStampaKis e Backstage